il solito

se mi fosse venuto in mente un titolo lo avrei messo, ma sono irrimediabilmente a corto di idee. oppure ho solo idee corte
per eventuali lamentele holden1978 [at] gmail [dot] com
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paolama:

Ognuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.


Pablo Neruda

Com’è che un amore finisce?
“Finisce quando non ce n’è più, quando ce n’è troppo, quando in realtà non c’è mai stato. Un amore finisce perché qualcosa si consuma: allora non bisogna usarlo, forse, l’amore. Ma finisce pure quando non si consuma niente e, anzi: tutto rimane come il primo giorno. Così perfetto che pare finto. E allora forse almeno un po’ bisognerebbe usarlo, l’amore. E se poi finisce perché mentre lo usi ti cade per terra e si rompe? Anche quello può capitare. O magari finisce perché te lo scordi da qualche parte, perché lo vuoi tenere sempre chiuso in tasca per non perderlo, ma così marcisce: va a male. Finisce perché andavi di fretta, finisce perché rimani indietro, finisce perché vuole finire, perché deve finire. Finisce perché non c’è cosa più impossibile da tenere a mente, quando un amore comincia, che potrebbe finire. E trasformarsi, passato il dolore, in qualcosa a cui accennare mentre parli d’altro, l’ennesimo aneddoto da raccontare a una cena, scuotendo la testa divertito da te e dal male assurdo che faceva

Chiara Gamberale, Le luci nelle case degli altri (via ilfascinodelvago)

butyoulookamazing:

"Tutti coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo."          -Primo Levi.

Immaginiamoci che un piccolo evento traumatico ci cancelli la memoria.
Chi siamo? Dove andiamo? Cosa vogliamo fare?
Non sappiamo più niente.
E’ ora di capire una volta per tutte che la memoria è uno strumento per orientare le nostre vite e costruirle come vogliamo noi.
Se non abbiamo memoria le nostre vite ce le costruiscono gli altri.
Ecco a cosa serve la memoria.

Moni Ovadia (via soffio61)

«E tu cos’eri per lei?»
«Io le ho voluto bene sul serio.»
«Bene sul serio? Semplicemente te ne eri ammalato, ne avevi bisogno, hai fatto di tutto per averla, in modo bestiale ma l’hai fatto. Ma la consideravi una disgrazia, è vero o no che la consideravi una disgrazia?»
«Era, una disgrazia.»
«E questo lo chiami amore?».

Dino Buzzati, Un amore (via liberanosacaritas)

Si cresce tacendo, chiudendo gli occhi ogni tanto, si cresce sentendo d’improvviso molta distanza da tutte le persone.

cit. (via nottinbianco)

placidiappunti:

https://twitter.com/massimilianobes/status/427465288037064705

http://la-ale-qui.tumblr.com/post/70491103144/dalle-la-caccia-cazzo-non-star-seduto-li-ad 

la-ale-qui:

“Dalle la caccia. Cazzo, non star seduto lì ad aspettare che chiami. Dalle la caccia perché questo è ciò che dovresti fare se ami qualcuno, non aspettare che siano loro a darti un segno, perché potrebbe non arrivare mai. Non lasciare che le persone ti capitino, non lasciare che io ti capiti, o…

.الجيات أحسن من الرايحات
What is coming is better than what is gone.

Arabic Proverb

Sì, stocazzo. Però crediamoci forte.

(via cuoredilattice)

(Fonte: vvitchfinder)

Non c’è arte nel dare ciò che si ha. L’arte è nel dare ciò che non si possiede. Il dono delle mani vuote.

Anna Kamienska

(via sognoedisincanto)

Non so se potrai mai capirmi e perdonarmi, ci sono delle scelte che non si riescono a spiegare neanche a se stessi e allora si rimane in silenzio, perché ci vuole coraggio a ferire l’idea che altri hanno di noi.

La Spettatrice, Paolo Franchi (via sub-dolamented)

"le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese." [charles bukowski] (presso Piazza Statuto)

Non ho bisogno di tempo
per sapere chi sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azioni a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.

Pedro Salinas (via lalberodimelograno)

(Fonte: thetasteofthesoul)

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